Un’invincibile estate

di Carlo Ottaviano

Non Palermo né Catania. E neanche il centro dell’isola di Pirandello e Sciascia. È Messina – ci chiediamo – la nuova capitale narrativa della Sicilia, visto che dopo Nadia Terranova (“Gli anni al contrario”, Einaudi), eccovi  un altra magnifica opera prima ambientata nella città dello Stretto? L’autore è il “libraio errante” Filippo Nicosia, ormai trapiantato a Firenze, che in “Un’invincibile estate” racconta i segreti e i drammi detti e non detti di una famiglia italiana. Come spesso accade, il viaggio di scoperta della vita – con annessi dolori, ricordi, gelosie, invidie, rancori, equivoci – prende il via da storie familiari. Qui, dall’improvvisa morte del padre-padrone e dal ritorno del fratello cancellato ma mai dimenticato, anzi incombente come nei giorni successivi al funerale.
Violenze, cattiverie, menzogne: niente di più e niente di meno di quel che accade nel chiuso di tante troppe case. Ma in Sicilia – grazie alla penna dei “siciliani che piuttosto che lavorare preferiscono scrivere”, per dirla con Terranova – le storie di famiglia diventano letteratura. E Filippo Nicosia sa cos’è la letteratura, perché lavora nel mondo editoriale e legge, legge tanto. Divertente sarebbe individuare nel toccante testo di Nicosia i riferimenti alle sue letture, indicare con note a piè di pagina i rimandi (sin dal titolo che cita Camus: “Imparavo finalmente, nel cuore dell’inverno, che c’era in me un’invincibile estate”) perché nella formazione di Diego c’è il passaggio d’età non solo del protagonista siciliano ma di tutti. E tutti, a qualunque latitudine del mondo, abbiamo confini
da affrontare, anche se non hanno il fascino di chiamarsi Scilla e Cariddi e ognuno – sono parole di Diego – chiede a Caronte “Quale delle due sponde è l’inferno?”

FILIPPO NICOSIA
Un’invincibile estate
Giunti, 2017
pp. 224, euro 15,00

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