Uno scrigno di libri

La Biblioteca Corrado Nigro del Crea raccoglie oltre 30.000 volumi di grande valore per la conoscenza dell’agricoltura e delle piante.

A Roma, nei pressi del Colosseo, c’è un tesoro che in pochi conoscono: in uno splendido edificio con arredi liberty che sorge in Villa Celimontana è ospitata la Biblioteca del Crea – Centro di Ricerche in Agricoltura, un ente pubblico posto sotto la vigilanza del Ministero delle Politiche Agricole; essa è stata recentemente intitolata a Corrado Nigro, ex direttore della Sezione di Nutrizione Azotata e Microbiologia del terreno, scomparso nel 2013. La Biblioteca è davvero unica nel suo genere, altamente specializzata e attualmente vanta un assortimento di oltre 30.000 volumi di enorme valore storico-scientifico che coprono il periodo dal 1500 in poi: nella collezione infatti è possibile trovare preziose cinquecentine, libri rarissimi e introvabili altrove pubblicati in Italia e all’estero tra il XVIII e il XIX secolo, monografie, enciclopedie, periodici, opuscoli, manoscritti. Il volume più antico è una rara raccolta dei principali trattati di agronomia del mondo latino dato alle stampe nel 1515. Gli ambiti disciplinari trattati sono, tra gli altri, la chimica agraria, la microbiologia del terreno, la botanica, la geologia, la meteorologia, le scienze fisiche e matematiche, la geografia, l’ecologia vegetale, la botanica. La Biblioteca fu costituita in seno alla Regia Stazione Chimico-Agraria di Roma (ente antesignano del Centro Ricerche) nel 1871 e ha formato il suo patrimonio di immenso valore nel tempo attraverso i mezzi dell’acquisto, della donazione e dello scambio, arrivando oggi ad essere considerata la maggiore raccolta bibliografica nazionale in materia di nutrizione delle piante e chimica del suolo.

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