Vent’anni d’Inchiostro

Inchiostro,  testata  tra le principali per diffusione fra le pubblicazioni letterarie del nostro Paese, festeggia domenica 1° marzo il ventesimo anniversario della sua fondazione.
In quella data nel 1995, infatti, a Verona venne costituita la casa editrice (Il Riccio Editore) e fu registrata la testata, che arrivò poi in edicola e in libreria qualche settimana dopo.
Anche se fin dall’inizio la rivista ha avuto una dimensione, un respiro e una distribuzione nazionali, e in certi casi addirittura internazionali, la redazione è sempre stata ancorata alla realtà cittadina: dal 1995 al 2001 la sede di Il Riccio Editore è stata in via Manin, sopra la allora Standa, e da quattordici anni è in via Risorgimento, in Borgo Trento.

Fin dall’inizio, poi, accanto alla pubblicazione della rivista, Inchiostro ha dato vita a due attività altrettanto importanti per la crescita e il consolidamento del marchio su scala nazionale: la ricerca e selezione di manoscritti inediti da portare fino alla pubblicazione e l’organizzazione di corsi e laboratori di scrittura creativa.

In un ventennio, Inchiostro è divenuta il punto di riferimento assoluto, a livello nazionale, per gli autori esordienti e gli scrittori “in erba”: ad oggi, alla redazione sono infatti giunti oltre ventiduemila manoscritti di narrativa e quasi ottomila poesie.
Alcuni di coloro che hanno utilizzato le pagine della rivista veronese come trampolino di lancio per farsi conoscere e uscire dall’anonimato sono poi divenuti scrittori di primo piano: Gianluca Morozzi, Guido Sgardoli e Silvana De Mari, ad esempio, hanno tutti esordito con Inchiostro.

Tangibile la soddisfazione fra i componenti dello staff redazionale. «Se penso che, nel 1995, chi ci voleva più bene era disposto a concederci al massimo sei mesi di vita – spiega il fondatore e direttore, Giampiero Dalle Molle – il fatto di essere, dopo vent’anni, non soltanto vivi e vegeti, ma con numeri che crescono anno dopo anno, non può che gratificarci enormemente. Viviamo questo traguardo, però, soprattutto come uno sprone per guardare al futuro e continuare a crescere».
«Dal punto di vista estetico – chiosa Emanuele Delmiglio, art director della rivista – abbiamo l’orgoglio di annoverare molte copertine d’autore, che sono diventate negli anni oggetto di culto da parte dei collezionisti: dal primo numero del 1995, con una splendida Valentina che legge Inchiostro disegnata dal compianto Crepax, fino a inediti di Milo Manara e di alcune delle firme più prestigiose della Bonelli, come per il Dylan Dog che campeggia sul numero appena uscito».

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