Zia Priscilla ha gli occhi verdi

di Chiara Campanella

É un romanzo ambientato per lo più a Chiavari l’opera prima di Carla Fiore, nata a Mondovì e residentea Torino, ma vissuta molti anni in Liguria e, perciò, rimasta legata alla cittadina rivierasca. Al centro della trama si colloca il furto di una famosa Pala di Cimabue a Bologna, nella Chiesa di Santa Maria dei Servi in Strada Maggiore. Il colpo, messo a segno in pieno giorno, sembra coinvolgere i religiosi, suoi custodi, ed il professore universitario Cademartori e vede attivamente all’opera gli ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, i quali indagano sui furti di opere d’arte compiuti in svariate città italiane. La vicenda si intreccia con l’omicidio dell’unica testimone del furto e con le ricerche storiografiche di Luca, uno studente impegnato nella preparazione di una tesi sulla famiglia Fieschi. La zia Priscilla, presentata in modo ironico, è il filo conduttore di tutto il romanzo: una curiosa scrittrice di gialli, dotata di un ottimo senso delle indagini, che viene coinvolta nelle avventure e negli studi del nipote Luca. Grazie alle sue qualità riesce ad inquadrare particolari a prima vista irrilevanti, indispensabili per ricomporre il mosaico affidato alle sapienti mani dei carabinieri. Un testo dai toni divertenti e rocamboleschi, al quale va riconosciuto il raro pregio di offrire a coloro che vi si accostano molteplici approcci: una lettura noir per chi ama l’avventura, un’interessante guida a luoghi storici per gli amanti delle bellezze naturali ed un’attenta analisi psicologica per coloro che prediligono soffermarsi sul carattere dei personaggi.

 

CARLA FIORE

Zia Priscilla e l’enigma degli occhi verdi

Edizioni Mille

p.p. 128, euro 13,00

 

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